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Al via la stagione di prosa 2021/22 del Teatro del Sentino - Un cartellone di qualità con grandi interpreti del panorama artistico nazionale - Sette gli appuntamenti in cartellone


Sassoferrato 13 dicembre 2021 - Su il sipario, si torna in scena! Dopo due anni di forzata interruzione, a causa delle limitazioni imposte dal governo per contrastare la pandemia originata dal “Sars-Cov-2”, il Teatro del Sentino riapre al pubblico per dare vita ad una nuova stagione di prosa, la tredicesima. Una stagione che si annuncia brillante, intrigante, coinvolgente, che alterna momenti esilaranti ad altri carichi di intensità e che affronta anche temi di attualità, in qualche caso di forte impatto sociale. Temi trattati talvolta con leggerezza ed ironia, che inducono lo spettatore a sorridere, ma che, al tempo stesso, proprio per la loro drammaticità, invitano a riflettere perché toccano le corde dei sentimenti. Allestito dal Comune con la collaborazione della Pro Loco, il cartellone artistico si presenta, come da tradizione, all’insegna della qualità. Sette gli spettacoli in programma, di cui cinque in abbonamento. In scena protagonisti di primo piano del panorama artistico nazionale e non solo: da Ettore Bassi a Carlo Buccirosso, da Tosca D’Aquino a Simona Cavallari, da Giancarlo Ratti a Rocío Muñoz Morales, da Paolo Triestino a Emanuela Muni, a Emy Bergamo, e alla rievocazione di un mito come Ennio Morricone, le cui straordinarie colonne sonore saranno “rivisitate” attraverso uno spettacolo-concerto ideato e diretto da Stefano Reali.

Il programma degli spettacoli in abbonamento si inaugurerà il 14 gennaio con una commedia brillante, Il rompiballe, firmata dal grande regista e sceneggiatore francese Francis Veber, autore di alcuni film di successo, tra cui La cena dei cretini che nel 1998 riscosse in Francia uno strepitoso successo. Il rompiballe riafferma il talento di Veber nel costruire commedie mai banali e capaci di regalare emozioni, colpi di scena e grande divertimento. «Si tratta - come si legge nelle note di regia - di una delle più riuscite avventure tragicomiche di François Pignon, la “maschera” ideata dal genio di Veber, che parla al cuore di ciascuno di noi. Quel cuore che una volta pulsava per le piccole cose, per i nostri sogni più ingenui, per le grandi aspettative e che oggi invece batte sempre più flebile, perché sommerso da mille rumori: la fretta, l’arroganza, la volgarità, l’egoismo, la rabbia e la crisi profonda di tutto ciò che si può definire “bellezza”». Protagonisti della commedia due artisti di assoluto valore: Paolo Triestino e Giancarlo Ratti. In scena, accanto ai due esilaranti protagonisti, altri eccellenti attori, quali Antonio Conte, Loredana Piedimonte, Alessio Sardelli e Matteo Montaperto. L’intreccio della commedia è travolgente e ricco di colpi di scena.

Il secondo appuntamento, il 12 febbraio, è con una rappresentazione intensa, coinvolgente, emozionante, e non potrebbe essere diversamente visto che si tratta di un tributo ad un personaggio, Ennio Morricone, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per il suo immenso talento e per la sua straordinaria sensibilità artistica dimostrati in tanti anni come compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore. Questo spettacolo-concerto, dal titolo Le immortali colonne sonore di Ennio Morricone, vuole essere un viaggio tra i songs più famosi di questo grande maestro della musica contemporanea, scomparso nel 2020. I songs, nati come temi di colonne sonore hanno raggiunto un obiettivo tanto simile quanto raro nella storia della musica: chiunque al mondo li ascolti, anche solo per poche battute, li riconosce immediatamente, riassaporando quella gioia che solo un autentico evergreen ti trasmette, sin dalla prima volta che lo si sente, e che così lo consegna all’immortalità. Classici senza tempo, dunque, che sembrano avere lo stesso tipo di gradimento istantaneo, universale, in grado di abbattere ogni barriera, anche linguistica. Le esecuzioni delle canzoni, interpretate da Flavia Astolfi, saranno intervallate da una serie di gustosi aneddoti con video inediti e racconti di Stefano Reali, che è stato un amico di lungo corso del Maestro. Ad accompagnare in scena i due artisti saranno tre validissimi musicisti, con lo stesso Reali al pianoforte.

Il 23 febbraio sarà la volta di una storia dal sapore “agrodolce”, tutta al femminile, Fiori d’acciaio, un magnifico dramma teatrale del 1987 dello scrittore e regista statunitense Robert Harling, reso celebre dal film di Herbert Ross. Originariamente ambientata in un’immaginaria cittadina della Louisiana, la commedia è un autentico cult degli anni ‘80. Il palcoscenico del Sentino diventa per l’occasione un salone di bellezza, in questo caso ambientato a Sorrento, dove si intrecciano i destini di sei donne molto determinate e coraggiose. La rappresentazione, abilmente diretta da Michela Andreozzi e da Massimiliano Vado, è impreziosita da un cast di alto livello: Tosca D’Aquino, Rocío Muñoz Morales, Emanuela Muni,  Emy Bergamo ed altre due attrici in fase di definizione . «Fiori d’acciaio - scrive la Andreozzi nelle note di regia -  nella sua versione cinematografica è uno dei romanzi di formazione che hanno accompagnato la mia prima giovinezza, insieme a Piccole donne, Harry ti presento Sally e Colazione da Tiffany: storie di donne, grandi figure femminili che crescono, sbagliano, si confrontano, amano, odiano, combattono e qualche volta muoiono… il cinema mi ha insegnato gli infiniti modi di affrontare la vita: Fiori d’acciaio è stato il film che più di ogni altro mi ha spiegato cosa significhi essere donne e, nonostante ciò, fare fronte comune, ovvero la famosa, leggendaria, solidarietà femminile. Che poi, tradotto in azione, significa conservare la propria identità, ritagliarsi un ruolo nel mondo, costruirsi uno spazio, intessere delle relazioni o alimentare dei conflitti e, malgrado tutto, essere capaci di unirsi». Dunque, uno spettacolo coinvolgente, dove si ride e si piange, ci si emoziona e ci si commuove!

Il 17 marzo sarà un’occasione unica per ridere, tanto, ma anche per riflettere. L’appuntamento è con un personaggio di grande talento e professionalità, dalla straordinaria vena comica, ma anche artista intenso e poliedrico, insomma un autentico maestro delle scene: Carlo Buccirosso. L’artista partenopeo, attore, regista e commediografo con una lunga e prestigiosa carriera cinematografica e teatrale alle spalle, porta in scena una splendida opera teatrale scritta, diretta e interpretata da lui stesso: La rottamazione di un italiano perbene. Una commedia esilarante e irriverente, a tratti anche commovente e, al tempo stesso, dai contenuti drammatici perché calata in un contesto sociale di estrema attualità: la grande difficoltà di famiglie e imprese, esasperate dalla crisi economica e oppresse dalle tasse, a far quadrare i propri bilanci. Con la sua spiccata ironia, “accompagnata” talvolta da un velo di amarezza, la sua spontanea napoletanità con cui tratta problematiche rilevanti, Buccirosso è autore di un’interpretazione maiuscola. Accanto a lui un validissimo cast di cinque attori e quattro attrici, sapientemente calati nei rispettivi ruoli di personaggi fortemente caratterizzati, che si muovono e interagiscono tra loro con un sincronismo perfetto di tempi e battute.

Un celebre scrittore e drammaturgo parigino, Florian Zeller, è l’autore di “Mi amavi ancora…”, splendida opera teatrale del 2006, che chiuderà la stagione il 5 aprile. Il testo, “Si tu mourais”, è un dramma moderno, emozionante e intenso, dolce e amaro al tempo stesso. A rappresentarlo due grandi attori, Ettore Bassi e Simona Cavallari, “accompagnati” con bravura da altri due eccellenti interpreti, quali Giancarlo Ratti e Malvina Ruggiano. Anche la regia porta una firma d’autore, quella di Stefano Artissunch, il quale spiega al riguardo: «Non mi capita spesso di leggere un testo teatrale ed arrivare a commuovermi, dicendo questo non voglio tradire la sua introspezione immaginandola solo come materia emotiva, ma credo proprio che la fortuna di questo giovane autore, vincitore di numerosi premi in Francia ed in tutti i palcoscenici del mondo, sia una raffinata ed eccellente scrittura ricca di colpi di scena e densa di umorismo, dove il passato ed il presente giocano a nascondino come la verità e la menzogna». La storia è incentrata sullo scrittore e drammaturgo Pierre, morto in un incidente d’auto. Nel tentativo di mettere ordine ai documenti, Anne, la sua vedova, scopre gli appunti presi per la stesura di una futura commedia, che trattava di un uomo sposato, scrittore, appassionato ed innamorato di una giovane attrice. Fiction o autobiografia? Il dubbio si agita ed inizia un’indagine febbrile…

La campagna abbonamenti è già iniziata. Info: Comune di Sassoferrato - Ufficio Relazioni con il Pubblico - Piazza Matteotti, 4 - tel. 0732/956222-231 - cell. 377/1203522 - fax 0732/956234, e-mail: info@comune.sassoferrato.an.it - web: www.comune.sassoferrato.an.it , area “Teatro”.

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